La Storia Della Nuorese Calcio Dal 1930 Ad Oggi

martedi, 25 Aprile 2017

Campionato di Serie D Girone G stagione 2016-2017

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NUORESE

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2004-2005


I TIFOSI

LO STADIO

L’INNO

Una campagna acquisti molto azzeccata unita ai risultati ottenuti sul campo ha riportato la società ai vecchi splendori.

È stato un campionato nel quale la gente ha ritrovato la passione e sulle gradinate si sono rivisti 2500 tifosi.

La canzone scritta da Alessandro Catte ha sostituito il vecchio di Benito Urgu nato nell'anno della promozione in C2.

FORZA NUORESE Il ruolo dei tifosi è stato determinante per la promozione: tutto esaurito con 2500 persone sulle gradinate

[FOTO MASSIMO LOCCI]

I TIFOSI
PER GLI ULTRAS LA SQUADRA E' GIA' IN SERIE C

Sono rinati con la squadra, e ora cominciano a crescere e sognare, gli ultras della Nuorese, perché nel nuovo progetto della società, loro sono già in serie C. Hanno seguito tutto il campionato, trasferta dopo trasferta, una volta in macchina la volta dopo in pullman perché si cresceva di numero gara dopo gara così come i punto della loro amata squadra. Hanno reso la Nuorese la squadra più seguita in tutta la Sardegna in casa e fuori. Prima dieci, quasi facevano pena a vederli soli e soletti nella curava tutta vuota, poi sono diventati trenta ora sono poco meno di un centinaio gli irriducibili tifosi verdeazzurri, divisi tra Sconvolts, Boys e Valangaverdeazzurra, gruppo organizzato di tifosi che staziona nella tribuna. Nessuna connotazione politica, per nessun gruppo, ne destra ne sinistra, «Siamo apartitici non ce ne frega niente», una rarità oggi per gli stadi italiani, ma un unico grande amore la Nuorese, e quasi sempre un unico coro cantato a perdifiato alla fine di ogni gara da tutti «Se ne va... se ne va... la capolista se ne va». Sempre e comunque uniti per spingere la squadra in serie D. Sconvolts e Boys si conoscono bene, vivono le gare gomito a gomito nell'unica curva del Quadrivio, senza barriera. L'unica barriera che li divide è l'età. Gli Sconvolts nati nel 2000 sono un gruppetto sparuto di ragazzini che con le voci bianche non hanno mai smesso di incitare i loro beniamini. Nessun motorino in curva, quelli rimangono parcheggiati fuori, perché è il loro maggior mezzo di locomozione. Niente a che vedere con la violenza, negli stadi, e con la nuova legge antiviolenza, mai un gesto d'intemperanza mai una contestazione (impossibile d'altronde con questa squadra che ha dominato il campionato), sempre corretti, dove solo striscioni,fumogeni e la corsa a fine gara per prendere una maglia, ma sono stati presenti ovunque in tutte le trasferte. I giovani Sconvolts stanno insieme ai Boys più grandi di numero e d'età, trent'anni la media, sono nati nel 1994 ma solo in questa stagione sono cresciuti, e si sono rivisti allo stadio. Non hanno un luogo di ritrovo, le coreografie «tutte autofinanziate» le preparano a casa, si ritrovano «dove capita» e poi si danno appuntamento un'ora prima al bar. Hanno tutti l'abbonamento in tribuna ma «preferiscono», come dice il capo ultras «la curva dove sei solo,autonomo e non devi dare conto a nessuno». I risultati hanno ridato fiato anche alle vecchie glorie del tifo verde azzurro, gli ex Sconvolts della C2, prima scomparsi e oggi rinati come Valangaverdeazzurra. Vanno sulla quarantina, e Troianello e compagni hanno riacceso le passioni giovanili. Si dice che siano loro, ad aiutare finanziariamente e a pagare alcune coreografie degli altri gruppi, si "nascondono" in tribuna dietro il resto della valanga di pubblico della Nuorese. (f. l.)

BAR DELLO SPORT

Una vecchia promessa «Noi vogliamo che Goveani ci riporti Zola»

Appese al muro ci sono le foto storiche alla squadra dal 1936 a quella 1986, l'ultima formazione prima che Gianfranco Zola andasse via dalla Nuorese, per approdare alla Torres. Foto in bianco e nero ingiallite dal tempo e dagli anni, che in questo 2005 sono tornate d'attualità. Sino a due anni fa erano cosa per pochi intimi, qualche curioso si avvicinava uno squadro fugace un pensiero a voce alta «Bei tempi quelli» e niente più. Oggi invece quelle foto appese sui muri del bar caffetteria Nuoro sono il paragone, di quegli anni, delle vittorie storiche, con quelli stupendi di oggi, della Vittoria. Dell'apoteosi per il ritorno in serie D. E domenica dopo domenica sempre qualche tifoso in più si è avvicinato a quelle foto. Le scruta quelle immagini e racconta, immagina, e sogna per il futuro quella Nuorese. Quella degli anni ottanta quella della storica promozione in C2. Anzi il sogno si sa nel bar sport, tra un caffè e una birra si gonfia e qualcuno vola più in alto. La serie D fa venire in mente sogni.... l'alcol fa il resto ma sognare si sa non è proibito, e soprattutto è gratis. Almeno per loro. «Tanto Goveani ci riporta Gianfranco Zola, me lo ha detto uno di dentro e altro che serie C arriviamo sino alla serie B. Gianfranco torna lo sanno tutti che vuole chiudere qui la sua carriera». Bar Sport è sempre stato e sempre sarà il termometro dell'entusiasmo dei tifosi e da sempre il bar Nuoro, quello delle foto ingiallite, in viale Repubblica a un tiro di schioppo dal Quadrivio, il campo dei loro eroi, è il ritrovo dei "vecchi" tifosi quelli che la Nuorese in C2 l'hanno veramente vista. E oggi come allora ogni domenica seguono il rito: vanno a prendere un caffè, prima della gara, durante l'intervallo e a fine partita per commentare e fare disamine tecniche sulla gara e sul campionato. Ma quest'anno niente discussioni accese sul modulo o sulle scelte di mister Perra o di Goveani, è tutto «troppo perfetto, si continuano a ripetere». In quel covo verdeazzurro hanno sognato Lentini e Lulù Oliveira, e hanno trovato Festa, «tanto il prossimo anno qualche altro colpo lo mettiamo a segno» e poi hanno sventolato amicizie, e conoscenze con i loro eroi che chiamano "compare Emerson" raccontano di conoscerli, averli fermati per strada di averci fatto una chiacchierata. Sono i tifosi del Bar Caffetteria Nuoro. Poi ci sono gli altri, i più "scalmanati" quelli che arrivano al bar del circolo Bocciofilo cantando li senti dal marciapiede, fanno pochi metri dai cancelli all'entrata, sembrano una mandria impazzita arrivano cantando e se ne vanno cantando, loro sono più esigenti chiedono almeno cinque punte in campo tanto c'è Festa. Si Gianluca ma non solo. C'è anche La Festa quella della promozione dopo tanti anni di delusioni. (f. l.)

I RICORDI DI ZOLAGOVEANI E PERRACAMPIONATOGIOCATORIVECCHIE GLORIELA CITTA' E I TIFOSILA SOCIETA'
 
 
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