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Un calcio alla sclerosi
05/04/2007

Zola e la Nuorese a Narbolia: è spettacolo vero

Nuoro.Uno spettacolo di sport ma, prima ancora, un evento toccante e suggestivo. Ieri pomeriggio allo stadio comunale di Narbolia, non c'era solo la Nuorese capolista nel campionato di C2. Non c'era soltanto il 4-4-2 schierato dal tecnico barbaricino Mario Petrone. E non c'era nemmeno tensione in campo per il risultato. C'erano prima di tutto uomini e poi giocatori. I verdeazzurri contro una selezione provinciale di atleti dilettanti rinforzati da Gianfranco Zola. Davide Capello, portiere della Nuorese ha dovuto fare miracoli per fermare le punizioni del fantasista olianese. E applausi hanno strappato anche Gianluca Festa e Lulù Oliveira acclamati dal pubblico quasi commosso nel vedere giocare dal vivo dei veri campioni. E se Carlo Marongiu avesse potuto assistere a quello spettacolo avrebbe sorriso eccome. La partita di ieri è stata dedicata a lui, malato di sclerosi laterale amiotrofica da dieci anni. L'iniziativa "Ridiamo la voce a Carlo" è stata promossa dall'associazione internazionale Regina Elena e realizzata grazie alla disponibilità del comune di Narbolia, in particolare del sindaco Franco Firinu e dell'assessore allo sport Luciano Zou, con il supporto di alcune associazioni. Una manifestazione di beneficenza per riuscire a raggiungere i 25mila euro necessari per l'acquisto di un sintetizzatore vocale. E con gli incassi di ieri pomeriggio sono stati raccolti i primi 7mila euro. "Una cifra che non ci aspettavamo - e non possiamo che ringraziare per questo la Nuorese, il presidente Roberto Goveani, la Figc- comitato regionale sardo che ha inviato gratuitamente la terna arbitrale e i palloni della gara. Oltre, naturalmente a Gianfranco Zola". Proprio lui, ma quando invecchierà? Qualcuno se lo è chiesto vedendolo ieri in campo. Condizione fisica perfetta, giocate strepitose, grinta da vendere, sgattaiolava a destra e a manca, come un ragazzino, con la sua maglia n. 19. Poi a fine gara (risultato 9-1 per la Nuorese), un sorriso per tutti, autografi a non finire,il saluto dell'arcivescovo di Oristano monsignor Ignazio Sanna e, infine, la visita a Carlo Marongiu, il vero protagonista della partita: "Lo andrò a conoscere ora - ha detto Zola appena uscito dagli spogliatoi - mi ha fatto davvero piacere essere qui per dargli una mano. Sono momenti importanti nei quali unisci il divertimento all'aspetto sociale per il quale abbiamo giocato. Ho rivisto tanti amici della Nuorese è stato bello. Sono forti e sono sicuro che andranno avanti".
Poi la corsa a casa di Carlo. "Ogni qualvolta verremo chiamati per iniziative importanti diremo si - il commento dell'allenatore Mario Petrone - l'aspetto sociale fa parte della nostra mentalità. E ci auguriamo che gli organizzatori possano raggiungere presto il loro obbiettivo".

Nadia Cossu da la Nuova Sardegna

 
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