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Mercoledi, 28 Giugno 2017
Pedina importante
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Le nostre interviste

a cura della redazione


Gabriele Spinelli: una pedina importante


Dopo un paio di mesi circa dal suo arrivo a Nuoro, alla vigilia del big-match col Palazzolo, abbiamo intervistato Gabriele Spinelli, difensore centrale di stazza, che si è dimostrato subito giocatore di sicuro affidamento. Le sue prove sono state positive e hanno aiutato il reparto a trovare ancora maggior solidità.

Come ti trovi a Nuoro e come è stato l'impatto con la squadra visto che sei arrivato a Dicembre a campionato inoltrato?
" A Nuoro mi trovo bene. La piazza è affamata di calcio e questo per un calciatore è molto stimolante. L’impatto con la squadra è stato molto positivo. Mi sono inserito bene nello spogliatoio e in campo per il momento è andato tutto come si deve".
Hai giocato in svariate città, diverse categorie e hai avuto molti allenatori. Dove ti sei trovato meglio? Qual'è il campionato che ricordi con maggior affetto? Quale allenatore ti ha fatto crescere di più?
" La città dove mi sono trovato meglio è stata sicuramente Arezzo sino ad ora. Dal punto di vista sportivo ho anche il bel ricordo della vittoria del campionato di C2. Per quanto riguarda il campionato che ricordo con affetto sicuramente la mia prima annata da professionista: si avverava un sogno. Gli allenatori invece li ricordo tutti con piacere, mi hanno dato tanto sia in positivo che in negativo, l’importante è saper riuscire a trarne sempre qualcosa che possa migliorarmi. Da giocatore poi si fa fatica a capire un allenatore, ma con gli anni arriva l’esperienza e allora capisci molte cose. Se proprio devo dire qualcuno cito Pierino Braglia, all’epoca al Montevarchi in C2. Sotto l’aspetto caratteriale era unico".
Sei stato anche allenato da Cosmi ad Arezzo. Un allenatore che dai dilettanti è arrivato a calcare San Siro. Come giudichi Petrone?
" Cosmi lo ricordo per la grande grinta. Poi è anche vero che per arrivare a certi livelli occorre anche un pizzico di fortuna. Di mister Petrone posso solo parlarne bene. Anche lui è molto determinato nel preparare la partita. Cura molto la tattica e soprattutto le situazioni di gioco a palla inattiva, che nel calcio di oggi sono molto importanti".
Hai iniziato questa stagione con l’Alessandria nel girone A. Ora la Nuorese. Due grandi piazze, la prima fuori dalla lotta promozione immediatamente, la seconda ancora in corsa. Che differenze?
" Alessandria è una piazza che se non fai risultati non ti fa giocare, mentre Nuoro mi sembra accetti di più il risultato. Anche se, ad onor del vero, bisogna dire che da quando sono arrivato non ho ancora vissuto un periodo negativo".
Hai fatto spesso coppia con De Carlo, è il tuo compagno ideale di reparto visto che, al contrario tuo, è mancino e brevilineo?
" Sicuramente le caratteristiche fisiche di De Carlo ben si compensano con le mie e devo dire che anche tatticamente, forse proprio per il fatto di aver giocato con lui già in diverse occasioni, ci troviamo in maniera quasi sincronica. Ma bisogna anche dire che un giocatore come Festa è insostituibile, sia per esperienze che per capacità tecnico-tattiche. E’ un campione! Senza dimenticare Cutolo con il quale sfortunatamente non ho avuto modo di giocare. Spero si possa rimettere al meglio per avere il piacere di giocare anche con lui".
In Coppa tuo fratello ha avuto la meglio. Cosa non è andato per il verso giusto?
" È sempre molta dura rimontare 2 gol, a maggior ragione in trasferta. Inutile dire che la prova del ritorno è stata figlia della brutta gara di andata. È un peccato non essere andati avanti, ma onore a loro che hanno fatto bene…vorrà dire che ci riscatteremo nel campionato…"
Fronte campionato il testa a testa col Palazzolo continua. Dall'alto della tua esperienza, scontro diretto a parte, dove si può decidere il campionato?
" Oltre allo scontro diretto sicuramente vincerà chi sbaglierà meno. Ora tutti i punti sono pesanti e non bisognerà sottovalutare nessuno".

Nicola Uras redazione
www.nuoresecalcio.com

 
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