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La Storia Della Nuorese Calcio Dal 1930 Ad Oggi

Sabato, 27 Maggio 2017
Incontro col Vescovo
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E' ripartito ufficialmente, oggi, con la solenne benedizione del Vescovo della Diocesi di Nuoro, sua Eccellenza Monsignor Mosè Marcia, il Progetto Nuorese Calcio Solidale.


Una delegazione della squadra e della dirigenza capitanata dal presidente Michele Artedino, è stata accolta dal Vescovo nei locali del Seminario cittadino. Un incontro all'insegna della cordialità che ridà luce e linfa ad un progetto nato tanti anni fa e portato avanti per un quinquennio ma che aveva subito una interruzione negli ultimi anni. Mario Lostia responsabile del Progetto Nuorese Calcio Solidale, ha illustrato le iniziative in programma, ricco e variegato. vedi il programma

Monsignor Marcia dopo aver lodato l'iniziativa ha fatto una sua disamina della realtà nuorese con cui si è dovuto confrontare in questo suo primo anno e mezzo di episcopato:

"A Nuoro mi sento a casa mia, non ho nostalgia del passato, ma non posso non notare che Nuoro è diversa da quella che io immaginavo quando stavo a Cagliari. Oggi, culturalmente non è più l'Atene Sarda tanto decantata. Nuoro è vecchia e bambina, manca un'intera generazione di giovani costretti a trasferirsi sia per lavoro che per studio e naturalmente questo causa un grande vuoto culturale ed umano. E quei pochi che rimangono in città hanno perso il senso dello stare insieme, del condividere, dell'unità di intenti . E' cambiata la vita , non c'è più quel senso di squadra, ognuno si concentra su se stesso  a discapito del prossimo. Il nervo dolente di Nuoro ma anche della provincia è "la famiglia".  Non abbiamo più iil concetto di famiglia. Un concetto che prima stava alla base di tutto, oggi il tribunale di Nuoro è al 1° posto in Italia per separazioni e divorzi. Bisogna lavorare per un recupero di questo concetto. E in questo lo sport può dare una grossa mano, perchè lavorate sui bambini, sui giovani, ma non dovete fermarvi a questo, dovete andare oltre e lavorare sul coinvolgimento delle famiglie. Dovete inculcare al bambino e ai giovani il gusto di amare affinchè siano loro stessi a trasferirlo alle famiglie. "Il bene disinteressato del prossimo" non è la ricetta, non è la medicina , ma è sicuramente un contributo che può dare benefici".

All'affermazione di Artedino: " E' chiaro che le nostre iniziative sono come tante che fanno altri ma possono servire a contribuire perchè le famiglie e la città si riavvicinino allo sport e nel nostro piccolo possiamo tendere una mano verso chi versa in condizioni disagiate o di difficoltà", il Vescovo ha ribattuto  " E' un dato di fatto che noi sardi siamo un'isola di isolati, manca la volontà di unire gli intenti, l'insieme di forze tra le parti, succede sempre e in tutti i campi, ci vorrebbero tanti Don Bosco, tanti San Cottolengo tanti San Cafasso che si prendano cura delle famiglie".

Non essendo un grande intenditore di calcio, per sua ammissione, Monsignor Marcia, nell'augurare ogni soddisfazione calcistica alla squadra ha voluto rimarcare i buoni propositi dell'iniziativa verdeazzurra di solidarietà,  incitando tutti a proseguire per la strada avviata seguendo le indicazioni di S.Agostino: Canta e cammina!


Canta, come canta il viandante. Canta, e cammina!

Sai cosa significa camminare? Avanzare, progredire nel bene.

Senza  smarrirti, senza indifferenze, senza  fermarti. Canta e cammina

(S. Agostino, Sermo CCL VI)

 

La Nuorese è come una bella donna, più la guardi e più ti innamori!!

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